Col Crévacol
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Itinerario 5


Il col Crévacol: sentinella della valle del Gran San Bernardo

Tempo di salita da Arp-du-Jeu alla Tête-Crévacol 2 ore

Il punto di partenza dell'itinerario per il col Crévacol è fissato poco a monte del caratteristico borgo di Bosses. Un pugno di vecchie case si stringe attorno alla chiesa parrocchiale dedicata a san Leonardo, protettore dei prigionieri, dei paralitici e degli storpi, raffigurato in genere con ceppi o catene spezzate. L'edificio sacro fu costruito in stile neogotico tra gli anni 1860-1861, sull'antica cappella, e benedetto da Monsignor Jans nel 1862; nello stesso anno il pittore eporediese Giuseppe Stornone realizzò il ciclo di affreschi che decorano l'interno. Di fronte alla parrocchiale, si elevano le severe mura del castello di Bosses, una massiccia torre a pianta rettangolare impreziosita da finestre in pietra lavorata. L'itinerario segue la strada asfaltata che tocca i villaggi di Pré-du-Mas-Falcoz e di Grande-Rochère, passando poi a poca distanza dal piccolo e grazioso nucleo dominato da un'antica costruzione. Si tratta della casaforte Chevillien, edificio con torre cilindrica, le cui origini sembrano risalire al XIV-XV secolo; bello il lavatoio in pietra, posto nei pressi della casaforte, che conserva inciso lo stemma dei Conti Savin di Bosses. La carrozzabile prosegue sfiorando Couchepache, Ronc e, sottopassato il viadotto dell'autostrada del Gran San Bernardo, risale con alcune svolte l'ampio versante rivestito di boschi e di pascoli. Le silenziose e verdi solitudini dei pascoli di Arp-du-Jeux, accese nel periodo estivo da splendide fioriture, sono animate da tranquille mandrie che, brucando le erbe d'alta quota, producono un latte di ottima qualità trasformato, secondo l'antica tradizione valdostana, in gustose e pregiate fontine.
Dall'alpe, la strada procede verso destra, incrocia il canale irriguo denominato ru de Vullien e guadagna quota inoltrandosi in un bel bosco di larici. A un bivio, il percorso prosegue a sinistra e attraversa il domaine skiable di Crévacol. L'itinerario offre notevoli scorci panoramici sul versante prospiciente ove si disegnano il colle Serena, che dà accesso alla Valdigne, e il Col-de-Citrin che conduce nel vallone di Vertosan nel territorio comunale di Avise. Proseguendo, il tracciato guadagna ancora quota sino a pervenire ai resti di alcune fortificazioni e al colle di Crévacol, punto di controllo eccezionale sul frequentato valico del Gran San Bernardo. Dal colle è in breve possibile raggiungere il cupolone della Tête-Crévacol (2610 metri) che, posta tra la valle del Gran San Bernardo e il vallone di Malatrà, ospita un piccolo casotto del Corpo Forestale Valdostano. Il panorama che si apre è davvero straordinario. Ecco sfilare gli eleganti profili di superbe vette: dal Grand-Combin al Mont-Vélan e al colle del Gran San Bernardo, dalle Grandes-Jorasses al Monte Bianco, nonché la Becca di Nona e il Monte Emilius che sovrastano il capoluogo regionale.

PERCORSI DEGLI ALPEGGI

Il pascolo e l'allevamento del bestiame hanno da sempre rappresentato un'importante fonte di sussistenza per la gente di montagna nelle cui mani è affidato un patrimonio prezioso per tutta la comunità. Numerosi sono i ricoveri temporanei, che costellano i nostri monti alle diverse fasce altimetriche, nati per lo sfruttamento dei pascoli più alti e più lontani dagli insediamenti di fondovalle. La permanenza all'alpe avviene, infatti, in più fasi. Dopo l'inverno passato nei villaggi, a metà giugno avviene l'inarpa, ovvero la salita delle mandrie ai pascoli in quota. Al mayen, o stazione d'alpeggio, le mandrie sostano un paio di mesi per salire poi agli alpeggi e ai pascoli più elevati. Al termine della stagione estiva, verso la fine di settembre, avviene la desarpa, cioè la discesa dei pastori con tutto il bestiame al mayen e poi agli abitati permanenti.




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